venerdì 10 ottobre 2014

lunedì 1 settembre 2014

VERONA - Il segretario D'Arienzo incontra le Rsu Fondazione Arena, il Pd: «Un disastro politico e gestionale»

«Calo di pubblico, incassi, indotto: Verona ha già perso 30 milioni» Le conseguenze dei tagli operati dal Governo (34 milioni in meno da gennaio); il calo degli incassi dell'ultima stagione lirica (altri 3 milioni); il silenzio sui preparativi per il Centenario del 2013; l'assenza di iniziative per coinvolgere i soggetti economici e culturali della città e i rapporti «non chiari» con Arena Extra sono stati i temi che il segretario provinciale del Partito Democratico Vicenzo D'Arienzo e i gruppi consiliari del Pd in Comune e Provincia hanno discusso ieri mattina con le categorie sindacali e le rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) della Fondazione Arena. I sindacati si sono detti perplessi per l'inefficacia delle relazioni sindacali a fronte del calo di lavoratori, da 382 a 300 unità, verificatosi negli ultimi 3 anni, che mette in forse la capacità di coprire anche l'ordinaria amministrazione (il balletto ad esempio è ridotto a 13 elementi) e del mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto dal 2005. I lavoratori si dicono poi preoccupati per la mancanza di notizie sul rinnovo del contratto col Teatro Filarmonico, che scade il 31 dicembre 2010. D'Arienzo ha annunciato la possibilità di organizzare a Verona per i prossimi mesi un incontro di rilievo nazionale che coinvolga tutte le Fondazioni lirico-sinfoniche italiane, che avrà per tema il decreto Bondi e l'insensibilità culturale dell'attuale governo. Si è poi ricordato che «con la gestione Girondini la stagione lirica ha toccato il minimo storico di 432mila presenze che coprono solo il 62% dei posti disponibili e gli incassi sono calati di 3 milioni con un taglio pesante anche sulla qualità delle scenografie. Duro anche il danno per l'indotto: calcolando in 513 euro l' indotto che ogni spettatore dell'Arena porta sulla città, come certificato nella ricerca pubblicata dalla stessa Fondazione, Verona ha già perso più di 30 milioni di risorse. «Se oggi la Fondazione è in vita è solo grazie al Fus», dice una nota del Pd. »Nel biennio Girondini sono arrivati 34,6 milioni rispetto ai 26 milioni del biennio precedente, ma nonostante 8,6 milioni in più le cose non sono cambiate. Un disastro politico e gestionale che non ha eguali nella storia della cultura a Verona».